I PRINCIPI ATTIVI VEGETALI: UNA RISORSA DA OTTIMIZZARE
La nostra materia prima: non solo virtù naturali
L’ambiente mette a disposizione dell’uomo piante e fiori ricchi di eccellenti proprietà.
Tuttavia gli standard di sicurezza, disponibilità e purezza dei principi attivi vegetali, per la stessa natura del processo produttivo - non molto distante nell’approccio da quello utilizzato fin dalle origini della farmacologia - sono ancora compromessi da più variabili, spesso imprevedibili, critiche, talora nocive e comunque solo parzialmente controllabili poiché insite nella natura stessa del processo.
Una condizione quindi che mette alla prova le competenze delle aziende produttrici e distributrici ed espone a rischi potenziali proprio il benessere e la salute delle persone: un paradosso ancora parzialmente irrisolto, ma non per questo irrisolvibile.
I problemi del metodo tradizionale
La sicurezza: la presenza nell’ambiente di inquinanti, quali metalli pesanti, pesticidi, diossine e aflatossine, mina pesantemente la sicurezza e la qualità dei principi attivi. Errata identificazione della pianta, contaminazioni ambientali e adulterazioni sono problemi ampiamente documentati.
La disponibilità: la reperibilità delle piante dipende da elementi non controllabili:
- limitazioni geografiche e climatiche;
- salvaguardia di specie protette;
- tempi di coltivazione (tempo balsamico);
- degradazione del principio attivo in fase di stoccaggio della pianta;
- difficoltà di estrazione del principio attivo e conseguente utilizzo esteso di solventi ad alto impatto ambientale.
Secondo alcuni esperti centinaia di piante medicinali sono a rischio di estinzione a causa della raccolta indiscriminata e della deforestazione.
La purezza: le variabili ambientali e tecnologiche rappresentano un considerevole ostacolo nel garantire purezza e standardizzazione del prodotto finito. Infatti il profilo e la concentrazione dei metaboliti secondari prodotti dalle piante dipendono fortemente dalle condizioni ambientali e di crescita (fattori biotici ed abiotici) che risultano però intrinsecamente variabili.
Le limitate risposte in atto
• Intensificazione delle coltivazioni biologiche ed aumento dei controlli a campione nelle diverse fasi di lavorazione: un’azione che però non assicura la totale assenza di agenti inquinanti;
• la crescente richiesta di materie prime determina l’implementazione delle metodologie di coltivazione ed estrazione tradizionali con conseguente ipersfruttamento dei terreni e utilizzo massivo di solventi. Nonostante la tensione al miglioramento, gli attuali processi produttivi sono comunque caratterizzati da basse rese di produzione a fronte di elevati consumi e produzione di CO2;
• le aziende produttivamente più evolute sono in grado di garantire standard accettabili solo applicando rigorosi protocolli di coltivazione e di estrazione non sempre economicamente sostenibili. Tuttavia il controllo delle condizioni ambientali non può essere totale.
Il principio attivo ideale
• Esente da qualsiasi tipo di inquinante;
• di disponibilità illimitata, pianificabile e flessibile sulla base della domanda;
• a titolo elevato e garantito.